Google e Verizon “giocano” con la Net Neutrality?

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google devil

Il colosso di Mountain View e uno dei maggiori operatori telefonici degli Stati Uniti hanno prospettato, in un comunicato congiunto, un nuovo possibile scenario del Web che ha provocato polemiche e riflessioni sul futuro della Rete e più precisamente sul concetto di Net Neutrality

La proposta. Google e Verizon premettono che la Rete deve essere aperta e usufruibile per tutti, elencando una serie di principi quali la trasparenza da parte degli ISP (Internet Service Provider) e la parità di trattamento dei contenuti.

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Questi principi andrebbero però – sempre secondo la loro proposta - applicati solo alla rete fissa (wired) e non a quella mobile (wireless), per la quale ci sarebbe la possibilità, da parte delle aziende, di poter pagare gli operatori per una maggiore qualità nella trasmissione dei loro contenuti.

 

 

Violazione del principio della Net Neutrality. Le polemiche nascono dal fatto che – nello scenario descritto nella proposta - verrebbe a crearsi una sorta di rete privata per pochi privilegiati e che violerebbe apertamente il principio di Net Neutrality. La Net Neutrality è il principio in base al quale tutti i dati circolanti sul Web devono avere una parità di trattamento, ossia la trasmissione di alcuni non deve essere accelerata, o rallentata, rispetto a quella degli altri.

 

Contro la Net Neutrality ma... La violazione di questo principio basterebbe per bocciare seduta stante la proposta ma bisogna considerare diversi fattori.

Innanzitutto il contesto della proposta – si tratta di un vero e proprio documento politico da sottoporre allo studio dell'Authority per la comunicazione degli Stati Uniti – che ne fa vedere la natura compromissoria. Natura derivata dal fatto di essere una via di mezzo tra le esigenze di due opposte fazioni, quella delle aziende IT e dei portali generalisti (Microsoft, Yahoo, etc.) e quella degli operatori telefonici americani, i quali, già da tempo, vorrebbero una Rete a due velocità, per poter trarre maggior guadagno dalla formazione di una rete premium, oltre a quella pubblica.

Inoltre c'è anche la questione della quello della rete mobile, che si sta rivelando un mercato estremamente competitivo e più mutevole rispetto a quello della rete fissa, con il conseguente e notevole abbassamento dei prezzi per l'accesso a questa rete (basti considerare la discesa delle tariffe delle chiavette, a causa del loro notevole successo). Perciò sembra che per gli operatori l'unica via sia quella di agire sui contenuti e sulla loro trasmissione.

Infine, proprio per questa mutevolezza, non si può prevedere se il mondo del Web rimarrà sempre quale e tale come l'abbiamo conosciuto.


La natura del Web. Da una parte il World Wide Web stesso ha iniziato la sua formazione come agglomerato di tante piccole reti e la creazione di questi “canali premium” sarebbe quindi un ritorno alle origini, dall'altra una delle più grandi conquiste di Internet è la separazione dei contenuti dalle modalità con cui vi si accede. Non è importante il mezzo a disposizione, i contenuti sono accessibili a tutti, da chi usa il vecchio IBM con il modem 56k a chi usa invece l'iPhone di quarta generazione, cosa che non sarebbe più possibile nello scenario prospettato da Google e Verizon.

 

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