Micronazioni, un fenomeno in crescita grazie al Web

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gande dittatore con mappamondo

Chi non ha mai sognato di essere a capo di uno stato? Di creare un proprio mondo per sperimentare i propri ideali politici? Sembra che sia possibile farlo...

Una mattina un nobile latifondista australiano si svegliò con le solite preoccupazioni legate alla sua proprietà agricola: numerosi dipendenti a cui pensare, tasse da pagare, la siccità che tanto attanagliava i suoi campi. Quel giorno gli arrivò una comunicazione federale sull'aliquota per il frumento che ancora doveva allo Stato e il principe Leonard (così si chiamava), esasperato dall'eterna disputa con governo su quel che doveva pagare o non pagare, decise di proclamare indipendente la sua proprietà agricola e la chiamò...

 

 

Una mattina un nobile latifondista australiano si svegliò con le solite preoccupazioni legate alla sua proprietà agricola: numerosi dipendenti a cui pensare, tasse da pagare, la siccità che tanto attanagliava i suoi campi. Quel giorno gli arrivò una comunicazione federale sull'aliquota per il frumento che ancora doveva allo Stato e il principe Leonard (così si chiamava), esasperato dall'eterna disputa con governo su quel che doveva pagare o non pagare, decise di proclamare indipendente la sua proprietà agricola e la chiamò il Principato di Hutt River.

Nel 1968 un ingegnere italiano, mosso da ideali libertari, fece costruire una piattaforma di 400mq nelle acque internazionali del Mar Adriatico, al largo della città di Bellaria-Igea Marina e la chiamò Isola delle Rose. Su questa isola artificiale furono ben presto attivi un ufficio postale, un ristorante e un night club, furono emessi francobolli e monete, infine fu dichiarata la lingua internazionale esperanto come quella ufficiale. Dopo poco la Guardia di Finanza e i sommozzatori della Marina smantellarono il tutto ma l'idea sopravvive ancora.

Sempre negli anni Sessanta un poco bizzarro lord arrivò su una struttura - costruita dagli Inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale e situata nel Mare del Nord, al largo delle coste britanniche - scacciò alcuni radio pirati e fondò il Principato di Sealand. Dopo una quarantina di anni e una serie di vicissitudini quali incidenti diplomatici con Regno Unito e Germania, prigionieri di Stato, governo di opposizione in esilio, passaporti falsi e tanto altro, il principato continua a esistere più florido che mai, tanto che il suo proprietario l'ha messo in vendita per circa 750 milioni di euro.


Micronazioni. A differenza del Vaticano, San Marino, il Principato di Monaco e Andorra (che sono dei microstati), si chiamano micronazioni, nascono spesso su iniziativa di singoli e coinvolgono porzioni molto limitate di territorio. Saranno follie, deliri di onnipotenza, idealismi utopistici, ma sono anche una vera e propria realtà che affonda le sue radici nel Medioevo (Isola di Ponza, Isola del Giglio, Orbetello, etc.) e che è stata oggetto di numerosi studi. Persino un noto autore contemporaneo, Erwin Strauss, ha scritto un libro sul tema, intitolato “How to Start Your Own Country”.


Le micronazioni e il Web. Questo fenomeno ha conosciuto, nel recente periodo, un'era di forte espansione, grazie soprattutto al Web. Se nel mondo virtuale di Internet puoi essere quello che vuoi, perché allora non puoi crearti la tua nazione e pretendere che venga riconosciuta come tale? Come disse una volta il signor Barry, padrone di Sealand, il fatto stesso che la Germania gli avesse inviato un diplomatico per trattare il rilascio di un prigioniero tedesco, indicava un riconoscimento dell'esistenza del Principato da parte dello governo tedesco.

In base a questo principio la legittimazione di un'entità sta nell'essere riconosciuta e trattata come tale da elementi esterni all'entità stessa. Il primo passo per realizzare questo processo sta nel farsi conoscere, dare notizia di sé, e qual'è il modo migliore per farlo se non attraverso il Web?

 

Il Quinto Mondo esiste perché appare vivo. Queste micronazioni si definiscono come “Quinto Mondo”, in contrapposizione alla scala di classificazione di Primo, Secondo, Terzo e Quarto Mondo, e hanno un loro sito ufficiale. In questo loro spazio è disponibile una guida che spiega come creare un nuovo stato, dando molta importanza all'apparire sul Web.

E' chiaro che Internet non è soltanto uno strumento per reclutare nuovi cittadini e sostenitori ma è anche un modo per apparire vivi e in continua evoluzione, infatti, come c'è un processo di formazione dell'identità individuale online, c'è anche quello dell'identità di un comunità, un'identità sociale che accomuna i suoi membri. Come per rimarcare questo principio la guida recita: “If it's hard to find out whether your community is alive, then it's probably dead”.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 07 Settembre 2010 15:33 )  

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