I frattali

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 frattale Un frattale è un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse, cioè che non cambia aspetto anche se visto con una lente d’ingrandimento. Questa caratteristica è chiamata auto similarità. La natura produce molti esempi di forme simili ai frattali, ad esempio una foglia di felce, un cavolfiore, un albero, un fiocco di neve, ecc. Il primo ad interessarsi dei frattali negli anni 70 fu Benoit Mandelbrot, che considerava le relazioni fra frattali e natura più profonde di quanto si possa credere.

La teoria dei frattali è stata utilizzata in vari ambiti scientifici: biologia, chimica, matematica ed informatica. Anche la mente umana e la struttura delle connessioni internet possiedono una natura frattale come d’altronde le reti di relazioni sociali.

I frattali sono anche una forma di arte digitale. Si tratta di una tecnica che utilizza formule matematiche ricorsive per creare arte contemporanea con una spettacolare diversità di forme, colore e luci. Non è difficile realizzare arte frattale con l’ausilio di software adeguato ma in pochi eccellono nel farlo. Il lavoro non è computerized art nel senso che viene svolto casualmente dalla macchina ma c’è bisogno della direzione, della determinazione e dalla creatività dell’artista. Software come Ultra Fractal od Apophisis permettono di creare frattali, chiaramente bisogna esercitarsi per riuscire a riprodurre le forme ed i colori voluti. 

Difficoltà del riconoscimento di questa forma d’arte. Coloro che per primi si sono affacciati a questo tipo di espressione artistica hanno avuto difficoltà a farsi riconoscere lo status di “artista” in quanto l’aiuto del computer nella realizzazione delle opere sembrava preminente. In seguito si capì che il computer era solo uno strumento che eseguiva tediosi calcoli così che l’artista potesse concentrarsi maggiormente sull’opera. Un altro impedimento al riconoscimento dell’arte digitale è il problema che l’opera non è più un oggetto singolo e irripetibile ma un file disponibile sul net. Chiaramente dopo il saggio di Benjamin “l’opera d’arte nell’era della sua riproducibilità tecnica” non ha più senso porre questo tipo di restrizioni all’arte. Il secolo scorso ci ha insegnato a vedere opere d’arte in perfomance e in oggetti d’uso comune, perché non inserire anche le formule matematiche?

Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Gennaio 2011 13:47 )  

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